Lettura “sentenza di non luogo a procedere”

Trentino 01 dicembre 2018

«Esposti contro Renzo Colpo: fu strumentalizzazione politica»
Durissimo con gli autonomisti Depretto e Moiola il giudice Dies nella motivazione della sentenza «Volevano screditare l’avversario presso i suoi elettori, dalle indagini nessun riscontro alle accuse»

Trentino 01 dicembre 2018
MORI . Nessun riscontro alle accuse formalizzate in più esposti alla Procura, tutti assolti perché «il fatto non sussiste», aveva stabilito nelle scorse settimane il giudice Riccardo Dies. Ma nelle motivazioni della sentenza sul “caso Colpo” il magistrato esprime anche un pesante giudizio sugli esposti depositati dagli autonomisti moriani Paola Depretto e Cristiano Moiola: «Un comune e banale tentativo di strumentalizzare il processo penale a fini politici – si legge a pagina 15 – e per screditare l’avversario politico presso l’elettorato, secondo un diffuso malcostume che pretende di trasferire la lotta politica nelle aule giudiziarie». Secondo il giudice Diec invece fu solo per una casualità che Alessandra Colpo venne assunta all’Apsp Benedetti: la concomitanza delle improvvise dimissioni di due infermieri, che comportavano serie difficoltà organizzative per la struttura, e il consiglio di una storica dipendente della casa di riposo, che conoscendo la situazione aveva informato la vicina di casa Alessandra Colpo, che sapeva in cerca di lavoro e con il profilo professionale adatto. Nessuna traccia, né dalle intercettazioni telefoniche né dalle memorie dei computer e nemmeno dalle mail controllate dagli inquirenti, di qualsiasi contatto tra Renzo Colpo, accusato di aver istigato l’assunzione della figlia facendo leva sul proprio “potere politico” – quando però doveva ancora diventare presidente del consiglio comunale -, il direttore della casa di riposo Antonino La Grutta e l’impiegata dell’Apsp che aveva redatto l’atto di assunzione. L’accusa era, semplificando, quella di una “raccomandazione” che si ipotizzava Colpo avesse inoltrato ai vertici della casa di riposo. La quale però non ha alcun rapporto di dipendenza dal Comune. Non si capisce dunque il modo in cui Colpo avrebbe potuto esercitare una qualsiasi pressione politica, per di più da semplice consigliere neoeletto. C’erano invece «esigenze di servizio indifferibili ed urgenti» da parte della casa di riposo, rimasta all’improvviso con una grave carenza d’organico, che giustificavano il ricorso all’assunzione diretta. Peraltro Alessandra Colpo, che su consiglio di un’infermiera vicina di casa si era affrettata a inoltrare il proprio curriculum all’Apsp Benedetti, venne interpellata dopo che l’impiegata aveva chiesto alla responsabile dell’ufficio se ci fossero graduatorie da cui attingere, ricevendo risposta negativa. L’unica supposta irregolarità sarebbe questa: la polizia giudiziaria ha verificato che in realtà sussisteva all’epoca una vecchia graduatoria non esaurita (di cui erano all’oscuro i dipendenti amministrativi della casa di riposo), ma i tre candidati rimasti non erano comunque disponibili al ruolo. Dunque nei fatti non sarebbe cambiato nulla. E soprattutto, manca il dolo, cioè la volontà di creare “ingiusto vantaggio” a chicchessia. (gi.l.)

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LEGGE SICUREZZA ED IMMIGRAZIONE

DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113 Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonche’ misure per la funzionalita’ del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata.
Intervento mozione “legge sicurezza ed emigrazione” del consigliere Renzo Colpo.

 

Ex marmi Piccoli, soldi sprecati.

Colpo e Bertolini votano contro la variazione di bilancio ed acquisto.

Sappiamo benissimo quanto le casse comunali siano limitate e quanto sia molto difficile reperire le risorse necessarie ad offrire ai cittadini i dovuti e necessari servizi di base.
Servizi che nel caso specifico della nostra realtà vengono finanziati quasi totalmente dalle tasse che regolarmente vengono pagate dai contribuenti non solo di Mori, ma di tutto il Trentino.
Paradossalmente, non sempre questi servizi vengono erogati in maniera puntuale e soddisfacente e per precisa ammissione della giunta stessa, molte opere non possono essere portate a termine proprio per mancanza di fondi.
Da qui, in uno degli ultimi consigli, perfino la proposta di un nostro assessore di tamponare questi limiti finanziari con il volontariato.
Non per ultimo il fatto che molti beni immobili presenti sul nostro territorio sono già stati acquistati a prezzi non sempre modesti solo per puro interesse politico e spesso senza un preciso progetto di partenza.
Citiamo solo l’ultimo dei pessimi investimenti, ovvero l’ex cantina sociale, pagata 3 milioni e mezzo di euro di soldi pubblici e dopo oltre sei anni dall’acquisto utilizzata, come da tradizione, come magazzino ( dal mulino Piccoli al cinema Vittoria) fino a data da destinarsi.
L’acquisto dell’ex area marmi Piccoli, secondo noi, segue la stessa linea delle operazioni precedenti, che rischia di disperdere fondi vitali per servizi più in linea con le reali necessità della nostra comunità. (scuole medie, piste ciclabili, potenziamento parchi giochi, illuminazioni periferiche, palestre, aiuti sociali e altri servizi in genere).
Per le suddette motivazioni, il nostro voto sarà contrario.

Decreto di citazione a giudizio

foto da videoConsiglio Comunale di Mori – Seduta segreta del 18.12.2018

Argomento di discussione iscritto al p.to 4: “Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovereto – Decreto di citazione a giudizio – n. 289/17 RGNR/mod. 21 (prot. 21575 dd. 15/11/2018)

(Discussione in merito alla decisione di costituire il Comune come parte civile nel procedimento contro i cittadini che hanno interrotto la seduta del Consiglio Comunale consegnando sacchetti di terra delle fratte demolite per la costruzione del vallo tomo)

Testo Intervento del Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle

La costituzione di parte civile è un istituto giuridico che, nell’ambito di un processo per un reato penale, consente al danneggiato di chiedere il risarcimento del danno subito.

L’esposto fatto dal sindaco, che ha originato il procedimento penale, fa riferimento al fatto specifico della eclatante protesta culminata con la consegna e lo spargimento della terra delle fratte demolite e la contestuale interruzione del consiglio comunale e fornisce un solo fotogramma della storia che, per essere compresa, richiede necessariamente una più ampia conoscenza dell’intera vicenda.

Come sostenuto fin da principio dal nostro gruppo consiliare e ribadito in molteplici occasioni, l’origine della vicenda vede la responsabilità primaria dell’amministrazione comunale nell’essersi spogliata delle proprie competenze e responsabilità in tema di rappresentanza delle istanze dei propri censiti, di protezione dell’incolumità dei propri cittadini e di tutela del proprio territorio, demandando ad altri scelte e decisioni del caso e venendo così meno al proprio ruolo di interlocutore privilegiato della cittadinanza che a questo incarico, attraverso il voto, l’ha delegata .

Lo Statuto del Comune di Mori, tra i Principi del Titolo I, all’art. 2, commi 7 e 11, stabilisce che il Comune “Garantisce e promuove la partecipazione della cittadinanza, sia come singoli individui, sia nelle formazioni sociali, alla vita politica, economica, sociale, culturale e amministrativa.”
”Valorizza ogni espressione della comunità di concorrere allo svolgimento ed al controllo delle attività comunali.”
“Ispira la propria attività amministrativa a criteri di economicità, efficacia, pubblicità, trasparenza, partecipazione, collaborazione, semplificazione, celerità, imparzialità e responsabilità.”;
e poi al Titolo II sulla Partecipazione, all’art. 3, comma 2, che “Il Comune promuove la partecipazione popolare nei modi previsti da questo Statuto, per consentire alla popolazione presente sul territorio comunale di partecipare, con diverse modalità, alla formazione delle scelte del Comune.”

In questa vicenda i cittadini di Mori non sono stati tutelati e garantiti nei loro diritti di partecipazione ma sono stati “abbandonati” dal Comune e “presi in giro” dalla Provincia con la messa in scena di un ambiguo stato di emergenza che ha consentito di opporre ai cittadini una serie di negazioni di informazioni relativamente alle scelte che venivano effettuate ai vertici e di “giocare” con finte aperture alle istanze di partecipazione relativamente a proposte di progetti d’intervento alternativi.

Questo ha portato ad una mobilitazione popolare, non solo ovvia ma, a ben vedere, piena di prezioso, lodevole e non comune impegno e non scontata passione civica, con un enorme lavoro volontario di formazione, informazione, coinvolgimento, studio, confronto per la formulazione di proposte all’ente pubblico decisore.

La sordità alle legittime istanze, l’arroganza nel confronto e nelle risposte date e non date nel corso di lunghi mesi dai vari interlocutori pubblici ha portato al nascere di varie forme di mobilitazione e di protesta volutamente e dichiaratamente pacifiche e non violente quali presìdi, manifestazioni, volantinaggi ed assemblee pubbliche per spiegare le ragioni delle richieste e delle proteste.

Vale la pena anche puntualizzare e sottolineare che, di fatto, la nostra comunità è stata per mesi militarizzata e la zona del cantiere sottoposta a sorveglianza armata giorno e notte senza che vi sia stato alcun atto di violenza o di vandalismo che ne abbia fornito motivo e/o giustificazione.

Non siamo quindi qui in presenza di atti gratuiti di tipo delinquenziale o vandalico posti in essere da persone dedite alla delinquenza o al vandalismo da perseguire e sanzionare; siamo in presenza di atti “forti” di protesta, civile, democratica e nonviolenta, da parte di cittadini normali, a nostro modo di vedere addirittura esemplari, indotti, in responsabilità diretta, degli interlocutori pubblici che avrebbero dovuto gestire la situazione ma che, o per incapacità, o per precisa volontà, non lo hanno fatto.

In questa ottica, l’eventuale costituzione di parte civile da parte del Comune di Mori, per noi appare addirittura un’aggravante e un diabolico perseverare nelle mancanze e nelle responsabilità anche di questa amministrazione nella vicenda.

La demolizione del “diedro” è avvenuta esattamente con le modalità alternative di fissaggio e contenimento proposte fin da principio dai cittadini critici verso il progetto “pirotecnico” predisposto dalla p.a.t., modalità che hanno impedito il crollo massivo e incontrollato e che hanno reso evidente la “mostruosa inutilità ” dell’opera e le sacrosante ragioni della protesta contro il progetto.

Oggi sono del tutto evidenti, se non ancora eventuali manipolazioni dolose nelle procedure, quantomeno gli errori marchiani, l’arrogante pochezza, e le pesanti responsabilità di molti politici e tecnici coinvolti nelle scelte effettuate. Responsabilità che hanno condotto, queste si, a danni incalcolabili in termini paesaggistici, ambientali e sociali ed a danni ingentissimi, e questi ultimi invece perfettamente calcolabili, di tipo economico. Di questi danni sarà presto chiesto conto ai responsabili.
E qui invece il Comune di Mori avrà il dovere di costituirsi parte civile.

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

Nicola Bertolini
Renzo Colpo

Vaccini: portavoce del M5S di Mori e Dro contro il Ministro Grillo

Il Movimento 5 Stelle non ha portavoce inquadrati ed incasellati nei loro posti ben definiti, ne sostenitori muti e ciechi, inconsapevoli o impermeabili a scelte e decisioni non condivise. E’ nel DNA di un Movimento che nasce per cambiare le cose e che non prevede per gli eletti premi in carriere, sistemazioni, benefit….
L’azione dei vari portavoce deve essere espressa, chiara, logica e coerente con obiettivi e programmi.
Questo comunicato ne è una logica e doverosa conseguenza.
Il dietrofront della ministra Grillo sull’emendamento che spostava l’obbligo vaccinale all’anno prossimo in attesa di una legge nuova è per noi inaccettabile, oltre che ingiustificabile e incomprensibile. Che poi riceva il plauso dei vari Martina, Mulè, Renzi, ecc.. certifica che la strada è quella sbagliata.
Quella giusta è esattamente in direzione “ostinata e contraria”.
La situazione è per noi addirittura banale nella sua chiarezza, perché mostra una palese continuità con il passato, in barba ad ogni ragionevole principio di cambiamento delle criticità evidenti e di interventi tempestivi per la correzione di scelte sbagliate.
La legge 119/2017, meglio conosciuta come legge Lorenzin, che impone una vaccinazione di massa dei bambini (ben 10 vaccini! e con un ribasso rispetto ai 12 previsti nell’impianto iniziale), in assenza della benché minima emergenza sanitaria ed anzi diffondendo ad arte notizie false e allarmanti su fantomatiche epidemie e pericoli inesistenti (Es.:Lorenzin: 270 bambini morti di morbillo nel 2013 a Londra??!!) è per noi una truffa ai cittadini ed un attentato alla salute pubblica.
L’esclusione dei bambini dai servizi dell’infanzia – dai 0 ai 6 anni -, e quindi la loro ghettizzazione ed esclusione sociale, che ricordano i tempi più bui del nostro passato, quando furono gli ebrei a subire tali atrocità, sono, per noi, una gravissima lesione dei diritti dei cittadini costituzionalmente garantiti e tutelati.
Secondo noi, con questo provvedimento, le lobbies che di fatto governano la sanità e la farmaceutica hanno esagerato definitivamente. (Ricordiamo che il testo iniziale del decreto legge aveva addirittura previsto la perdita della potestà genitoriale!!!)
Confidiamo che questa volta, tutto questo, possa ritorcersi contro questi “speculatori della salute” e confidiamo anche che il M5S possa essere parte attiva dirompente in questo fatto, al fianco dei genitori e dei (pochi) medici coraggiosi che, oggi, da soli, testimoniano una verità diversa.
Citiamo Abramo Lincoln per affermare con forza che: ” Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo .”
Visto quanto sta accadendo in questi giorni sulla modifica della legge 119 riteniamo che, probabilmente, per adesso, non abbiamo ancora, come M5S, la forza ed il coraggio necessari, per fare quello che veramente va fatto, una rivoluzione che sarà ineludibile: togliere ogni occasione e margine di profitto privato nel settore sanità.
E questo anche perchè non c’è un solo centesimo di investimenti privati puri nel settore sanità.
Tutto viene pagato dalla fiscalità generale, dai soldi dei malati, dalle donazioni dei cittadini. E di tutto questo flusso di denaro solo una minima parte arriva allo scopo, quote enormi se ne vanno in pubblicità (… e di qui si finanziano giornali e tv … e si riescono a “manipolare” giornalisti … e … l’informazione….), in profitti delle imprese farmaceutiche e sanitarie e dei “benefattori con yacht” che le guidano, in sovvenzioni, prebende, omaggi, sussidi e mazzette a medici, politici e funzionari, ecc. ecc. (come più e più inchieste della magistratura hanno “scientificamente” dimostrato).
Parliamo di circa 150 miliardi di euro all’anno in totale. Tutte risorse che potrebbero, da sole, stabilizzare o destabilizzare lo stato. Ma ricordiamo anche, con l’occasione, i 24 miliardi di fatturato sui vaccini a livello mondiale.
Cifre notevoli, che possono condizionare molte scelte politiche.
Orbene, possiamo solo immaginare le pressioni e la paura che subiscono la Grillo e gli altri nei palazzi del governo, non ce l’abbiamo con loro. Ma lo sapevamo fin dal principio. Siamo andati lì per scardinare queste
cose.
E questa è forse quella più grossa e più dura da abbattere.
Però non possiamo neanche mentire a noi stessi.
Non ce la sentiamo di essere rappresentanti di questi errori marchiani, neanche fossero stati fatti in buona fede, ed è quindi nostro dovere esternare il nostro dissenso per questa condotta, secondo noi a dir poco vergognosa, e distanziarci totalmente.
Per coerenza con le proposte e le promesse che avevamo fatto su questo tema in campagna elettorale, abbiamo chiesto con lettera diretta le dimissioni della ministra Grillo, dicendole che se non riesce a sostenere le pressioni si faccia da parte e lasci il posto a qualcun’altro.
Rammentiamo alcuni passaggi nel nostro programma elettorale, con il quale gli italiani ci hanno concesso la loro fiducia: “ E’ in nome dell’affarismo in sanità che si negano medicinali ai malati di epatite C o ai soggetti affetti da malattie rare e per contro si foraggia un uso indiscriminato di antibiotici e vaccini ”; poi, nel contratto di governo viene stabilito che “ Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale .
Quindi questi passi indietro sulla modifica della legge 119 e dei suoi effetti non sarà fatta con il nostro tacito consenso: “Not in my name”
Continueremo a sostenere Filippo Degasperi per il governo del Trentino, Dio solo sa quanto anche qui c’è da cambiare. Cominciamo!
Continueremo a sostenere Riccardo Fraccaro sulla strada per l’introduzione della Democrazia Diretta. Spinta e non annacquata.
E continueremo a supportare ed a votare il M5S per promuovere i molti propositi validi, le molte cose fatte bene e il futuro diverso intravisto da Beppe Grillo e disegnato fino ad oggi.
La strada resta quella. Inutile pensare ad altre soluzioni. Questa è già avviata.

Renzo Colpo
Nicola Bertolini
Portavoce del Movimento 5 Stelle nel Comune di Mori (Trento)

Cinzia Lucin
Alvaro Tavernini
Roberto Matteotti
Portavoce del Movimento 5 Stelle nel Comune di Dro (Trento

IMPORTANTE – 20 – 24 luglio, finestra per candidature provinciali

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In vista delle prossime elezioni regionali nella tua Regione, i candidati saranno determinati da una consultazione in rete sulla piattaforma Rousseau.

Da oggi, venerdì 20 luglio 2018 ciascuno dei soggetti che ritenga di avere i requisiti necessari per avanzare la propria candidatura, dovrà provvedere entro il termine perentorio delle ore 12.00 di martedì 24 luglio 2018 ad accedere alla pagina di modifica del profilo sul sito del MoVimento 5 Stelle e manifestare, secondo le procedure ivi dettagliate, la propria volontà di avanzare la candidatura.

Come previsto dallo Statuto, il Capo Politico, sentito il Garante, ha facoltà di valutare la compatibilità della candidatura con i valori e le politiche del MoVimento 5 Stelle, esprimendo l’eventuale parere vincolante negativo sull’opportunità di accettazione della candidatura; tale parere vincolante può essere espresso fino al momento del deposito delle liste elettorali.

La lista di coloro che accetteranno la candidatura, che avranno completato tempestivamente la procedura per la formalizzazione della stessa sul sito www.movimento5stelle.it e che risulteranno effettivamente in regola con i requisiti, verrà successivamente sottoposta alla votazione in Rete.

Si ricorda a tutti i candidati che non sono consentite iniziative di auto-promozione sia relativamente alla candidatura sia per la votazione online. MoVimento 5 Stelle Sito Ufficiale: http://www.movimento5stelle.it Sistema Operativo: rousseau.movimento5stelle.it